Introduzione
Cenni storico-artistici
La famiglia
Gli interni
 

Storiografia - Gli interni del palazzo e le sue trasformazioni

 

Palazzo Rucellai, che riprende la tipologia e la distribuzione degli spazi del palazzo quattrocentesco con il tipico cortile a loggiato, è costituito al suo interno da tre piani fuori terra e uno sotterraneo, oltre che da tre piani ammezzati e dall’Altana. Tale complesso architettonico riprende la tipologia e la distribuzione dei palazzi del periodo, con la presenza di un cortile centrale a loggiato, la sequenza ingressoandronecortile e una Facciata Monumentale pubblica con riferimenti agli ordini classici.

Dall’entrata principale su Via della Vigna Nuova, si accede ad un androne con copertura a volta a botte sorretta da peducci in arenaria di impronta classica che conduce sia alla scala principale che al cortile.

Il cortile di Palazzo Rucellai rappresenta il “cuore della casa”, come sosteneva L. B. Alberti, nonostante la sua posizione decentrata rispetto all’intero complesso architettonico. Questo cortile è il fulcro attorno al quale ruota la distribuzione interna del Palazzo; presenta una forma quadrangolare ed è circondato su due lati (lato Sud e lato Ovest) da loggiati costituiti da coperture a volta sorrette da colonne monolitiche in pietra arenaria e capitelli di stile classico.

Le lunette che si trovano nel soffitto dei loggiati poggiano su elaborati peducci in pietra scolpiti in stile classico.

Nel prospetto Sud, alle spalle di chi entra, era collocato l’emblema araldico di Giovanni Rucellai, un rosone in pietra serena (arenaria), scolpito a bassorilievo che rappresenta la “Fortuna Nautica”, cioè una figura femminile nuda eretta su una navicella che ha la funzione di albero maestro a cui è appesa l’ampia vela gonfiata dal vento favorevole, e racchiuso in una ghirlanda di foglie circolare anch’essa scolpita, attribuito a Bernardo Rossellino. Effige che, per motivi di conservazione, è stata rimossa dal supporto originale ed è stata oggetto di un restauro per mano dell’Opificio delle Pietre Dure.

Nel loggiato del lato Sud vi è un rosone al centro del soffitto a volta attribuito ai pittori Apollonio di Giovanni e Marco del Buono, che rappresenta l’emblema mediceo con tre anelli che si intersecano.

Nel lato opposto, cioè nel prospetto Nord del cortile, si trovano piccoli emblemi medicei e stemmi araldici della famiglia Rucellai, tutti in pietra scolpiti a bassorilievo.

Nel prospetto Ovest, durante la realizzazione delle opere di restauro della copertura della Galleria, che probabilmente in origine era una terrazza aperta (verone), è stato ritrovato, fra l’imposta della copertura e la volta sottostante, un graffito con disegni chiari su fondo scuro in buono stato di conservazione.

Da un attento rilievo e dall’indagine archivistica è risultato che nel corso della sua storia il Palazzo ha subìto, all’interno, modifiche causate dal susseguirsi, nel tempo, di nuove esigenze famigliari. Invece, a distanza di più di 500 anni, la Facciata non ha subìto trasformazioni.

Nell’Ottocento poi è stato tamponato il prospetto Est del cortile che era a loggiato.

I lavori di trasformazione e manutenzione del Palazzo dal ‘700 all’ 800 sono in gran parte documentati dalle ricevute di pagamento conservate nell’archivio Rucellai.

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