Introduzione
Cenni storico-artistici
La famiglia
Gli interni
 

Storiografia - Cenni storico-artistici del palazzo

 

Giovanni Rucellai (1403-1481) fu uomo esemplare sotto molti aspetti; padre affettuoso di una famiglia numerosa, celebre mecenate di artisti famosi e cultore delle arti, saggio uomo d’affari considerando che egli visse nella Firenze del Quattrocento, quando più intense e continue furono le lotte fra le varie fazioni cittadine. Pur essendo genero di Palla Strozzi, che si era rivelato acerrimo rivale dei Medici, il Rucellai seppe intrattenere cordiali rapporti con la dinastia emergente, perseguendo soprattutto il consolidamento delle fortune della propria famiglia, tanto da ottenere, per il secondogenito Bernardo, la mano di Lucrezia, detta Nannina, sorella di Lorenzo il Magnifico.

Intorno al 1450 egli si rivolse a Leon Battista Alberti perché realizzasse un’adeguata dimora attraverso un vasto ed innovativo “programma edilizio”, in cui gli elementi e motivi della classicità romana (lo zoccolo a rombi del piano terreno, le piccole finestre quadrate, gli ordini architettonici simmetricamente sovrapposti) si sposano, con estrema naturalezza, con le caratteristiche decisamente più “moderne”  (le slanciate bifore dei due piani superiori, la decorazione in bugnato piatto) esprimendo in questo modo una facciata – immagine, capace di raccontare il bisogno di prestigio dei Rucellai, e al tempo stesso di osservare le regole della sobrietà e di evitare l’ostentazione della ricchezza.

Egli attribuisce all’architettura un grandissimo potere di comunicazione per rappresentare le sue più profonde aspirazioni religiose, culturali e politiche.

Il progetto di trasformazione che portò alla realizzazione di Palazzo Rucellai fu opera di Bernardo Rossellino, mentre la facciata monumentale venne realizzata su disegno di Leon Battista Alberti ed eseguita materialmente dallo stesso Bernardo Rossellino, che dimostrò grande talento di costruttore. L’immagine complessiva di questa facciata risulta estremamente innovativa. Essa presenta un paramento lapideo in pietra forte lavorata a bugnato piatto e uniforme, che mette in risalto il disegno generale della spartizione ritmica della facciata stessa. Tale spartizione è realizzata sovrapponendo tre ordini diversi, suddivisi da trabeazioni e da lesene con capitelli di ispirazione classica.

Le trabeazioni sono decorate con fregi artisticamente scolpiti, raffiguranti al primo piano, emblemi medicei (anelli a losanga con due piume unite da nastri annodati ed un altro ad anelli con tre piume intrecciate), ed al secondo piano, l’emblema di Giovanni Rucellai (la vela col vento in poppa).

La parte più innovativa della facciata si trova al piano terra, dove un altro riferimento all’antichità romana traspare sia dai portali a piattabanda sia dalle piccole ed alte finestre quadrate, ma soprattutto dalla “panca di via”, con spalliera e fregio reticolato “opus reticolatum” e da quest’ultima si innalzano lesene.

 

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